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"'I segni di Stefano Keppel non accettano
compromessi; sono pure vibrazioni che, come vengono percepite,
sono ridotte in una forma, sono tradotte in un contenuto plastico.
E' proprio nella materialità che si evince lo sforzo di
rendere comprensibile, anche al profano, il messaggio che istintivamente
è veicolato dall'artista. E' evidente la sua ricerca, l'impegno
della coscienza. La sua pura sensibilità è condivisibile
perchè, pur non patteggiando per la più semplice
omologazione, vuol essere ugualmente accettata, donata a chi passa
accanto, a chi non conosce ma e' aperto al sogno.
E così l'onda del suo lago corre libera, senza limitazione
di spazi e cornici, pulita e disponibile, come ci piacerebbe davvero
fosse.
E' solo per dare consistenza e appoggio all'anima del colore,
valore che allo stato puro non comprende le nostre normali e mortali
dimensioni, che struttura scolpendo telai non usuali, dove cattura
i sospiri del tempo; ogni tonalità un ritmo, un sentimento,
un dolore; una passione. E così facendo realizza del suo
mestiere la sua Arte.
L'esempio ed il dono che ci offre è un tributo alla libertà,
che sembra così davvero vicina; se la sai riconoscere."
Ermes Corsi
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La caratteristica principale di Stefano, artista di origine
olandese, è un forte legame con l'acqua. Il lago di Lecco,
rappresentato nei suoi vari aspetti, nelle sue differenti prospettive,
nel susseguirsi delle stagioni, è il soggetto ricorrente
nelle sue opere. Un uomo ed un artista in grado di riconoscere
le correnti e i venti del cuore, le luci e le ombre della vita,
il fondale profondo dell'anima. Un percorso artistico caratterizzato
dall'osservazione o meglio dall’ammirazione delle acque
del lago, che lo conduce ad una sorta di catalogazione dello
stesso, espressione di un collezionista di visioni ed emozioni
lacustri. Lagodighiaccio, lagoplumbeo, lagodipietra, lagogrigio,
lagodiluna, lagodinebbia, lagodinuvole. Queste sono solo alcune
delle sue opere: nell'insieme, un patchwork d'acqua dolce.
Il lago anche come fedele compagno quotidiano di viaggio e,
nel contempo, meta della sua nuova identità, dimensione,
esistenza, come lo stesso artista spiega: “Percorro il
traforo, per arrivare a casa. Passo nel buio illuminato al neon,
e torno a respirare nuova aria. Grazie a quella riga blu...
arrivare ad essere”.
Stefano si esprime con linee apparentemente morbide, l'impeto
è solo levigato dal segmento di lago, che nudo e crudo,
ci viene offerto senza barriere, con una modalità molto
diretta, con cromatismi e volumi decisi, che riflettono la forte
emotività artistica.
da "La passione per il delitto"
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